martedì 17 maggio 2016

Il Post (it) #2: Unbreakable Kimmy Schmidt (Stagione 1 e 2), Vikings (Stagione 1), Marseille (Stagione 1), New Girl (Stagione 5)

★★★

Unbreakable Kimmy Schmidt è stata una delle serie Tv comedy rivelazioni dell'anno scorso. Sgargiante, allegrotta, graziosa e con la testa fra le nuvole. Un po' come la protagonista Kimmy (Ellie Kemper) che, dopo aver passato quindici anni reclusa insieme ad altre ragazze in un bunker, sotto il controllo del misterioso Reverendo (se vi dico che è Jon Hamm correreste subito a guardarla, non è vero?), si ritrova in un mondo con cui non ha mai fatto amicizia. Ma Kimmy ha un'arma che la rende un essere umano quasi indistruttibile: l'inossidabile buonumore. E' così che a New York incontra Titus Andromedon (Titus Burgess), attore squattrinato omosessuale che sogna di calcare i prestigiosi palchi di Broadway, l'affittuaria Lillian (Carol Kane) che è un'estrema difenditrice del degrado del quartiere in cui risiede, e infine Jacqueline (Jane Krakowski), la classica moglie mantenuta dal marito miliardario che non saprebbe aprirsi una bottiglietta d'acqua da sola. Kimmy è pronta a riappropriarsi dei colori dell'esistenza, ma il passato tornerà a chiedere un'ultima resa dei conti. La prima stagione della creatura nata da Tina Fey e Robert Carlock (30 Rock) si è fatta divorare senza singhiozzi, abbioccamenti o mal di pancia. E' nella seconda stagione, invece, che non è andato tutto liscio come un ballo da sala. Quel minimo di trama presente al suo debutto qui appare sfilacciato come il filo a cui si appende il bucato ad asciugare al sole. Una sequela di episodi non molto sganasciosi si muovono come delle lenzuola o magliette grazie all'aria provocata da uno sbadiglio. La serie, una volta svoltato in Successo Road, ha preso Assurdo e Surreale Boulevard lasciando un senso di straniamento. Certo, il finale di stagione regala una sorpresa (anzi due) che riesce a far salivare in attesa della terza stagione, ma si sente la mancanza di Pinot Noir di Titus tutti i momenti. 


★★½

Ragnar (Travis Fimmel) è un vichingo. Fattore, pescatore, cacciatore e razziatore. Abile guerriero e sopra ogni cosa ambizioso e sognatore. Convinto di essere destinato alla gloria, cerca di convincere il suo signore, il Conte Haraldson (Gabriel Byrne), a fargli guidare delle navi che lo portino ad attraversare il mare del Nord verso occidente, alla ricerca di terre ricche e rigogliose. Aiutato dall'abile costruttore di navi Floki (Gustaf Skarsgard), da suo fratello Rollo (Clive Standen), e incoraggiato dalla sua forte moglie guerriera Lagertha (Katheryn Winnick), Ragnar riuscirà in tale impresa divenendo tra il popolo sempre più rispettato (e temuto dal suo signore). La serie Tv di History Channel cerca di unire l'intrattenimento puro con una interessata divulgazione della storia e della mitologia norrena. Peccato che il pathos venga dimenticato sul campo di battaglia e lo spessore psicologico dei personaggi sia sottile quanto la lama di una spada. E poi il sorrisetto compiaciuto di Ragnar alla lunga è insostenibile e irritante. Una discreta stagione, piuttosto veloce nel tratteggiare l'ascesa del protagonista, ma che non mi fa smaniare per la seconda. Staremo a vedere. 



Confidavo molto in Marseille. Vuoi per il trailer accattivante, vuoi per un Gerard Depardieu che, bottiglie di vino scolate in un giorno e ospitate nella tenuta di Al Bano a parte, è un attore bravissimo, vuoi per gli avventati e ingiustificati parallelismi con House of Cards, questa produzione al 100% francese targata Netflix ha accalappiato le mie aspettative piuttosto alte; decedute prematuramente dopo la seconda puntata. Robert Taro è il sindaco di Marseille da più di vent'anni. Arrivato al suo ultimo mandato è pronto a lasciare il potere al suo delfino Lucas Barres (Benoit Magimel) il quale però nasconde un piano tutto fuorché limpido e onesto. Dopo il pilot tutto sommato discreto, dove il colpo di scena finale è più sgonfio della tetta di quella tizia colpita da Red di Orange is the New Black, Marseille dimostra di essere maldestra nella sceneggiatura, scolastica nella struttura, pessima nel montaggio e nello studio dei luoghi (due o tre ville, il comune della città, e un quartiere malfamato), e incresciosa nella direzione degli attori. Neanche un Depardieu monumentale solo nel fisico non riesce a salvare neanche una scena. Invece di voler essere a tutti i costi una sorta di House of Cards alla francese se gli sceneggiatori avessero lavorato sodo affinché diventasse l'esatto contrario il risultato sarebbe stata un'autentica sorpresa (molto probabilmente) vincente. Prendere un uomo ligio al dovere, cristallino e brillante, che vede la propria amata città minacciata dal suo successore e farlo combattere per salvarla mettendo a repentaglio i propri ideali arrivando anche a sporcarsi le mani non sarebbe stata una mossa più intelligente invece di confezionare questo prodotto di serie B il cui posto ideale sarebbe il palco senz'arte né parte di Rai1?


★★½

New Girl me l'ha presentata la mia morosa. Dopo il frizzante pilot e un paio di puntate seguenti tutte passeggianti sulla linea di Risata e Spensieratezza ho capito che valeva la pena recuperare tutte le quattro stagioni in vista della quinta. Protagonista di questa serie Tv comedy targata Fox è Zooey Deschanel che interpreta Jessica "Jess" Day (praticamente se stessa) la quale, dopo aver lasciato il fidanzato fedifrago, finisce per andare a vivere in un loft abitato da tre ragazzi: Schmidt (Max Greenfield), Nick Miller (Jake Johnson) e Coach (Damon Wayans Jr.). Jess assieme ai ragazzi e alla sua migliore amica Cece (Hannah Simone), pur essendo molto diversi tra loro, formeranno presto una combriccola irresistibile. Le prime due stagioni scorrono all'insegna del divertimento. Per fortuna Coach, dopo il pilot, viene sostituito da Lamorne Morris che interpreta l'esilarante Winston Bishop, gattaro e appassionato di camice con uccelli stampati sopra. Schmidt - maniaco dell'ordine, sognatore, e modaiolo - si invaghisce di Cece mentre quest'ultima lo utilizza solo a scopi sessuali. Nick - disordinato, disorganizzato, pasticcione, ma leale, onesto e spassoso - e Jess scappano assieme nel finale della seconda annata. La terza non potrebbe andare meglio, tanto che gli sceneggiatori scrivono due tra i più bei episodi di New Girl: Compleanno al cinema (dove Nick organizza la festa di compleanno di Jess a sorpresa) e A casa di Prince (dove la buonanima di Purple King si presta con grande ironia alla serie). Purtroppo quest'idillio dura pochissimo, infatti, dal sedicesimo episodio in poi (con l'arrivo della sorella di Jess per intenderci) le risate lasciano il posto alla rabbia e l'amarezza è lo state of mind durante tutta la pessima quarta stagione. In questa quinta annata però (dove avviene il coronamento del rapporto tra Cece e Schmidt), oltre a essere tornata a far ridere, c'è stata una rivelazione a doppio taglio che potrebbe cambiare in futuro le sorti della serie. Mi spiego meglio: dopo cinque o sei puntate Zooey Deschanel esce di scena (doveva partorire). Niente Jess. "Oddio, dopo la mestizia di una stagione orrenda ora ci fanno questo? Ma dove andremo a finire? Cosa ci capiterà ancora?". Presto detto: Megan Fox. Ora, io gliene ho dette di ogni appena l'ho saputo, ma ho dovuto mordermi la lingua perché - maledetti sceneggiatori - il suo personaggio (totalmente diverso da Jess) ha funzionato e si è amalgamato bene con il cast. Ma vi dirò di più: la mancanza di Zooey non si è sentita affatto. Con Jess fuori dalle scene tutti gli altri personaggi hanno avuto modo di splendere soprattutto Winston, che - partito in sordina e relegato nell'angolo sfigato con le donne e con un gatto di nome Ferguson come unico affetto - ha dimostrato di essere non solo il personaggio collante dello show bensì il personaggio davvero insostituibile, quello che se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. Ecco perché parlavo di scelta a doppio taglio: gli sceneggiatori, senza neanche accorgersene come loro solito, hanno svelato la serena sostituibilità di Zooey Deschanel in qualsiasi momento. E il prossimo anno, con il ritorno di Megan Fox in pianta stabile, daranno il via al classico triangolo amoroso tra lei, Jess e Nick? Mah, vedremo cosa s'inventeranno. 

2 commenti:

  1. Per me, fortunatamente, New Girl è tornato alla vecchia simpatia: e sì, molto a fuoco la Fox (che è tirata come la Tatangelo, però autoironica). Il primo potrei recuperarlo: sotto esami, c'è bisogno di allegria. Se ti capita, da' un occhio anche a Crazy Ex-Girlfriend ;)

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  2. Unbreakable, they lied, damn it, it's a miracle
    Unbreakable, they lied, damn it, but females are strong as Hell.
    La prima stagione BENISSIMO, la seconda abbastanza meno.

    Marseille ho intenzione di vederlo a breve, mentre la quinta stagione di New Girl la devo recuperare ancora. Vikings non lo guardo, trovo che sia la noia - come probabilmente avrai visto dal mio commento su TVShowTime - fatta serie TV

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