giovedì 13 giugno 2013

Will Hunting - Matt, Ben e Robin geni ribelli

Will Hunting - Genio ribelle

★★★★

"Non è colpa tua. Non è colpa tua. Non è colpa tua." 
(Sean McGuire)

Io a questo film voglio bene. Come alla mia famiglia o alla mia migliore amica. Come a te che alla fin fine hai mai capito un cazzo, fattelo dire, uno psicologo come Sean gioverebbe alla tua mente sfasciata dallo specchio. Impareresti ad abbracciare, forse. Ad amare non si impara, non è presente nelle scuole un programma di studio sull'amore, sull'amicizia, ma se dovesse esserci, vacci - partirebbe senz'altro da questo film: Will Hunting - Genio ribelle.


Will Hunting (Matt Damon) lavora come inserviente in uno dei più importanti istituti tecnici matematici del Paese e un giorno risolve un problema proposto dal professor Gerald Lambeau (Stellan Skarsgård, docente di matematica. Però, quando il professore chiede ai suoi alunni chi è stato a risolverlo, nessuno sa rispondergli, così Lambeau decide di proporre un nuovo problema. Un giorno, mentre Will sta scrivendo sulla lavagna, viene sorpreso dal professore e dal suo assistente sicuri del fatto che stava imbrattando la lavagna salvo accorgersi invece che aveva risolto il problema in maniera esatta. Will è un genio della matematica e anche un ragazzo che fa a botte facilmente, spalleggiato dal suo migliore amico Chuckie (Ben Affleck) assieme al suo branco di amici, ma che sa usare la lingua e la sua sterminata cultura come arma, più potente di qualsiasi pugno o calcio, e in un'occasione simile, in cui difende Chuckie da un gruppo di universitari snob, conosce Skylar (Minnie Driver), ragazza di buona famiglia, simpatica e sveglia, con cui intraprende una relazione. Dopo aver fatto a botte con dei tizi Will finisce in carcere, ma il professor Lambeau gli propone di fare della matematica con lui, così eviterà la galera, ma in cambio dovrà fare delle sedute con uno psicologo. Will accetta, ma si prende gioco di tutti gli psicologi che cercano di psicanalizzarlo, fino a quando non conosce Sean McGuire (Robin Williams), vecchio amico di college del professor Lambeau, che saprà tenergli testa e insieme sapranno aiutarsi a vicenda: Will comincerà a vivere sapendo quello che vuole fare e Sean darà alla vita una seconda chance.


Will Hunting - Genio ribelle è una bellissima storia di amicizia, lealtà e di vita. Un capolavoro. Uno dei miei dieci film preferiti. E rappresenta anche il mio personale terzo mistero di Fatima e dubbio amletico perenne che morderà la mia mente per sempre: come hanno fatto due ragazzi giovani, nel 1997 Matt Damon aveva 28 anni e Ben Affleck 26, a scrivere una sceneggiatura così tremendamente bella, matura, frutto di un talento vero e proprio, oltre a quello per la regia per quanto riguarda Ben (vedasi Argo). Come hanno fatto? Hanno preso degli steroidi che stimolano la creatività? (modo elegante per dire che si sono drogati, forse) oppure qualcuno li ha aiutati a scriverla? Non lo so, non mi convince quest'opzione. Il punto è che sono riusciti a scrivere un film bellissimo, Gus Van Sant ha pensato alla regia, per poi dividersi e gettarsi a capofitto nella recitazione. Matt Damon è più un bulldog che un attore, ma in questo film se l'è cavata alla grande, recitando con un gigante come Robin naturalmente è scattata la competizione, che l'ha portato a impegnarsi al massimo e a conquistare pure una nomination agli Oscar. Ben Affleck lo sanno tutti quanto è incapace a recitare però lui sembra essere l'unico a non accorgersi di quanto è cane, in compenso è un regista di grande talento, oltre che uno sceneggiatore da Oscar. Ma la punta di diamante del film non può che essere lui, uno dei più grandi attori del mondo, uno capace con una battuta di spiaccicare al muro la serietà di un piatto sorriso, capace di farti piangere con uno sguardo, o capace di farti crescere sulla schiena piante di brivido alte un metro e mezzo, lui: Robin Williams. Straordinario. Commovente. Emozionante. Comico. Perfetto nel ruolo di Sean McGuire, che gli valse finalmente un Oscar, dopo interpretazioni memorabili in Good Morning, Vietnam e ne La leggenda del Re Pescatore. Un Oscar personale voglio conferirglielo al suo doppiatore ufficiale Carlo Valli, una delle voci più belle di sempre, l'unico in grado di doppiarlo (assieme a Marco Mete). 


Will non è un personaggio statico, che resterà ribelle fino alla fine dei suoi giorni, Will crescerà durante il film: da spaccone saccente antipatico che non sa quello che vuole fare, con l'aiuto di Sean alla fine cresce e fa quello che vuole fare e dall'altra parte Sean distrutto dalla morte di sua moglie, con l'aiuto del suo nuovo amico, decide alla fine di "rimettere i soldi sul tavolo per vedere quali carte gli usciranno", e mentre Will percorre, con la sua auto scassata regalatagli dal suo branco di amici veri, la strada che lo separa dalla ragazza che ama, noi gli auguriamo ogni bene, dopo che l'ultimo titolo di coda scivola dai nostri occhi verso il cuore che incredibilmente pulsa.  

Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):

Titolo originale: Good Will Hunting
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 1997
Durata: 126 min
Generedrammatico
Regia: Gus Van Sant
Sceneggiatura: Matt Damon, Ben Affleck
Produttore: Lawrence Bender
Fotografia: Jean Yves Escoffier
Montaggio: Pietro Scalia
Musiche: Danny Elfman, Elliott Smith
Scenografia: Melissa Stewart

Interpreti e personaggi:
Matt Damon: Will Hunting
Robin Williams: Sean McGuire
Ben Affleck: Chuckie Sullivan
Minnie Driver: Skylar
Stellan Skarsgård: prof. Gerald Lambeau
Casey Affleck: Morgan O'Mally
Cole Hauser: Billy McBride
Scott William Winters: Clark
George Plimpton: psicologo

Doppiatori italiani:
Christian Iansante: Will Hunting
Carlo Valli: Sean McGuire
Fabio Boccanera: Chuckie
Alessandra Cassioli: Skylar
Ambrogio Colombo: prof. Gerald Lambeau
Alessandro Quarta: Morgan O'Mally
Luigi Ferraro: Billy McBride
Massimiliano Manfredi: Clark
Gianni Bonagura: psicologo

Denny B.



4 commenti:

  1. Un film che nonostante i tanti difetti a me è sempre piaciuto tanto. Forse perché è in grado di emozionarmi davvero.

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    1. Il battito del cuore ha cancellato i difetti.

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  2. Non so, ora, se scegliere tra il film e la tua recensione..."bellissima" ed emozionante come lo è il film stesso. ;-)

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    1. Grazie :) un commento così mi risolleva la giornata.

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