venerdì 17 gennaio 2014

Lost and Delirious - L'altra metà dell'amore

L'altra metà dell'amore

★★★½

Mary Bedford (Mischa Barton) è una quindicenne che viene mandata da suo padre, risposatosi dopo la morte di sua moglie, in un collegio femminile situato in una zona verde e tranquilla del Canada. Qui Mary fa la conoscenza delle sue due compagne di stanza: la ribelle Pauline Oster (Piper Perabo) e la dolce Victoria Moller (Jessica Paré) che una mattina presto sorprende sul terrazzo di un edificio del collegio a baciarsi appassionatamente e Mary, nella sua ingenuità, crede che stiano esercitandosi per uscire con i ragazzi; ma più passa il tempo e più si accorge che le due ragazze sono le protagoniste di un'intensa storia d'amore destinata a interrompersi forse troppo presto. 



L'altra metà dell'amore è un film sull'adolescenza e come tale è ricco di idealismo, di concetti immortali come l'amore, la vita, la libertà; è un film ricco di poesia epica e folle che scuote la terra, come il personaggio interpretato splendidamente da Piper Perabo che è un concentrato ribelle di anima shakespeariana che ama, che non si arrende all'Apocalisse dei sentimenti, che vuole volare libera come una poiana (quella che trova in mezzo al sentiero e di cui si prenderà cura) e che ci riesce dopo essersi cancellata dal mondo di cui voleva solo una cosa: Victoria - la sua amata.


La regia del film, minimalista ma dal tocco delicato, in un primo momento è come se fosse gli occhi della piccola Mary: noi vediamo quello che vede lei, condividiamo la sua iniziale ingenuità di fronte al bacio mattutino delle due ragazze, vaghiamo sperduti nel collegio dove le uniche insegnanti che parlano e interagiscono con le protagoniste sono donne adulte (si può presumere che abbiano una storia), la rassicurante figura materna Eleanor Bannet, insegnante di Letteratura, e la professoressa di matematica Fay Vaughn, e interagiamo con il giardiniere, l'unico personaggio maschile positivo che prende le sembianze di un consigliere giusto e ironico che semina poche parole, ma buone. 


Siamo gli spettatori di una storia d'amore inizialmente idilliaca e che diverrà a causa di un ineluttabile colpo gobbo del destino una tragedia che permea il conformismo familiare di Victoria (soprannominata Tory) e strazia l'anima fragile di Pauline. Loro due si amano, sanno entrambe che non ameranno mai più nessuno con la stessa intensità, ma Tory è la figlia prediletta di una famiglia dell'alta borghesia, molto religiosa e ben pensante, che non l'accetterebbero mai se fosse lesbica, mentre Pauline è una ragazza adottata che vorrebbe incontrare la sua vera madre, che se ne frega delle convenzioni sociali e di ciò che potrebbero pensare gli altri, e che è disposta a tutto pur di riavere Tory quando quest'ultima decide di lasciarla in quel bacio dove Pauline avrebbe desiderato dimorare per sempre sulle labbra dell'amata, perché Tory, la più dolce e "indifesa" della coppia, è in verità la componente forte: è lei che conduce il gioco del sesso nella cortissima e per nulla scandalosa scena di nudo; è lei che abbraccia Pauline quando le dice che non può passare l'estate con lei; è lei che la bacia dopo essersi lavata i capelli; lei è l'unica che può toccare Pauline, l'unica che abbia l'abbia mai amata veramente. E' comprensibile che Pauline si senta persa e impazzisca d'amore e diventi la protagonista di scene indimenticabili che non posso non citarvi (se non avete mai visto il film magari fermatevi qua, anche se non sono spoiler ciò che vado a elencare).



Pauline e Mary sono le protagoniste di uno dei dialoghi più belli che io ricordi:
Mary: Pauline, ascoltami, Tory non è una lesbica, perciò tu cerca di dimenticartela, okay?
Pauline: Lesbica? Che cazzo ti salta in mente, credi che io sia lesbica?
Mary: Sei una donna innamorata di una donna, no?
Pauline: No, ascoltami bene. Io sono Pauline, che è innamorata di Tory. Non ti sbagliare. E io so che Tory è innamorata di me, e nessuna delle due è lesbica!



Basterebbe solo questo per chiuder qui, ma non posso non citarvi la fenomenale scena in cui Pauline entra in biblioteca in tenuta da scherma, sale sul tavolo dove sta studiando Tory, le cita versi del Bardo reinterpretandoli "Io mi farò una capanna di giunchi al tuo cancello. E con l'anima entrerò nella tua casa. Comporrò dei madrigali al condannato amore, e te li canterò ad alta voce tutte le notti. Esalterò il tuo nome alle riecheggianti colline finché non risuonerà in tutto l'aere un grido solo: Victoria!" e quando la professoressa Fay la tocca per farla scendere dal tavolo lei si volta di scatto e impaurita sussurra "Non si tocca un rapace".



E mi perdonerete, spero, se io allargo le braccia pienamente soddisfatto durante la scena più iconica del film in cui sempre lei, Pauline, la bravissima Piper Perabo, si presenta alla festa vestita da uomo, con completo nero a righe bianche e i capelli lunghi impomatati tirati all'indietro, e chiede al padre di Tory se può ballare con sua figlia, e ci balla comunque contro il suo volere, ribadendole che lei la ama come amante non come amica e che vuole sentirglielo dire, ma Tory niente, e alla fine Pauline fugge in lacrime nel bosco. 



Io amo questo film, l'avrete capito. Se fossi stato presente al Sundance dove è stato presentato per la prima volta mi sarei spellato le mani a furia di applaudire. Perché questa è forza narrativa, questa è una performance coi fiocchi, e signori miei, fatemelo dire una volta soltanto, questa è vita; tutto il resto è fuffa. 


Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):

Titolo originale: Lost and Delirious
Paese di produzione: Canada
Anno: 2001
Durata: 103 min
Generedrammatico
Regia: Léa Pool
Soggetto: Susan Swan
Sceneggiatura: Judith Thompson
Produttore: Greg Dummett, Lorraine Richard, Louis-Philippe Rochon
Produttore esecutivo: Louis Laverdière
Casa di produzione: Cité-Amérique, Dummett Films
Distribuzione (Italia): Nexo
Fotografia: Pierre Gill
Montaggio: Gaetan Huot
Effetti speciali: Louis Craig
Musiche: Yves chamberland
Scenografia: Serge Bureau
Costumi: Aline Gilmore

Interpreti e personaggi:
Mischa Barton: Mary Bradford
Piper Perabo: Pauline Oster
Jessica Paré: Victoria Moller
Emily VanCamp: Allison Moller
Jackie Burroughs: Fay Vaughn
Mimi Kuzyk: Eleanor Bannet
Graham Greene: Joe Menzies
Amy Stewart: Cordelia
Luke Kirby: Jake Hollander
Lydia Zadel: Monica
Caroline Dhavernas: Kara
Alan Fawcett: Bruce Moller
Peter Oldring: Phil
Grace Lynn Kung: Lauren
Meaghan Rath: Amica di Allison
Stephen Mwinga: John

Doppiatori italiani:
Stella Musy: Pauline Oster
Federica De Bortoli: Victoria Moller
Valentina Mari: Mary Bradford
Perla Liberatori: Allison Moller
Emanuela Rossi: Fay Vaughn
Stefano De Sando: Joe Menzies
Domitilla D'Amico: Cordelia
Marco Vivio: Jack Hollander
Myriam Catania: Monica

Denny B.







3 commenti:

  1. mi hai incuriosito, devo dire

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    1. Te lo consiglio con tutto il cuore, è uno dei miei 20 film preferiti, e ogni volta che lo guardo mi ripeto "è l'ultima, giuro" perché fa troppo male, poi però ci ricasco.

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  2. L'ho visto qualche anno fa ma non mi aveva colpito molto. dovrei rivederlo.

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