lunedì 5 gennaio 2015

Big Eyes

Big Eyes

★★½

Il giornalista Dick Nolan (Danny Huston) è il narratore di questa storia: nel 1958 Margaret Ulbrich (Amy Adams) scappa di casa con la figlia Jane per dirigersi a San Francisco dove nonostante il suo grande talento come pittrice le possibilità di trovare un impiego sono assai misere così si mette a fare autoritratti ai passati dietro un compenso ed è qui che fa la conoscenza del pittore di strada Walter Keane (Christoph Waltz). Quest'ultimo dipinge paesaggi parigini mentre lei dipinge orfanelli con gli occhi di dimensioni sproporzionate al resto del corpo perché "gli occhi sono lo specchio dell'anima". I due si sposano e grazie all'intraprendenza e al fiuto per gli affari di Walter che convince il proprietario di un frequentatissimo locale a esporre i loro quadri la gente comincia ad ammirare e a desiderare i quadri di Margaret. Funzionerebbe tutto a meraviglia se Walter Keane non cominciasse a spacciarsi per il pittore degli orfanelli dai grandi occhi.


Una volta dissi che Big Fish era il meno burtoniano tra tutti i film di Tim Burton. Lo dissi sbagliando; sì, anche io sbaglio, nessuno ha l'infallibilità critica, neanche il sommo Roger Ebert, quindi figuriamoci se ce la posso avere io, che non valgo manco l'unghia del mignolo di quello che è stato l'ultimo grande critico cinematografico del nostro tempo. Ora sono di idee diverse: mentre Big Fish, quel commovente compendio di storie incredibili che saranno tramandate da padre in figlio, è forse il film più autentico del regista gotico, il suo ultimo lavoro tratto da una storia vera, da poco nelle sale italiane, dal titolo Big Eyes è quello meno burtoniano di tutti. Una mezza delusione, detta in parole povere. 


Margaret è una donna che lascia il marito e si trasferisce a San Francisco dove tenta di guadagnarsi da vivere facendo autoritratti. Incontra un uomo, Walter Keane, che sposa, e che di fronte al pubblico si prende il merito delle sue opere, con il pieno consenso della moglie, che mentre dipinge orfanelli dai grandi occhi nella soffitta soffocante, il marito li vende, rilascia interviste, fa pagare dieci centesimi l'uno i volantini che reclamizzano la sua galleria d'arte, e diviene in pochi anni una celebrità del mondo dell'arte seppur osteggiato, blandamente, dal critico d'arte del New York Times. Se all'inizio Margaret si mostra coraggiosa a lasciare il suo primo marito (negli anni '50, stiamo parlando) in seguito però accondiscende alla truffa bella e buona di Walter Keane divenendo totalmente succube del marito. Ad esempio, durante un'intervista, lui afferma sicuro di sé che le donne non sono portate per l'arte, e lei, presente, si limita al silenzio stampa. Solo nell'ultima parte si ribellerà finalmente al marito decisa a riappropriarsi della sua arte. 



L'interpretazione di Amy Adams è emozionale, riusciamo quasi a vedere l'anima scaturire dai suoi grandi occhi azzurri tanto sono espressivi, mentre Christoph Waltz, superbo attore che per noi sarà sempre il colonnello Hans Landa di Bastardi senza gloria, ci offre, con cenni gigioneggianti e sorrisi laidi, il ritratto di un uomo insopportabile, retrogrado e avido di fama. Big Eyes è un discreto biopic a cui manca quel tocco di creatività speciale che lo avrebbe reso davvero un buon film. Gli sceneggiatori avrebbero potuto fare una riflessione sull'arte pop, sul rapporto tra pittore e opera d'arte, invece sembrano andare con la prima marcia innestata. Big Eyes lo si guarda con gli occhi spalancati aspettando la sorpresa, ma poi ci si ritrova a chiuderli, semplicemente.


Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):

Titolo originale: Big Eyes
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2014
Durata: 105 min
Generebiografico, drammatico
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: Scott Alexander, Larry Karaszewski
Produttore: Scott Alexander, Tim Burton, Lynette Howell, Larry Karaszewski
Produttore esecutivo: Katterli Frauenfelder, Derek Frey, Jamie Patricof, Bob Weinstein, Harvey Weinstein
Casa di produzione: Silverwood Films, Electric City Entertainment, Tim Burton Productions, The Weinstein Company
Distribuzione (Italia) : Lucky Red
Fotografia: Bruno Delbonnel
Montaggio: JC Bond
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Rick Heinrichs
Costumi: Colleen Atwood
Trucco: Chantal Boom'la, Mahealani Diego, Melody Levy, Laine Rykes

Interpreti e personaggi:
Amy Adams: Margaret Keane
Christoph Waltz: Walter Keane
Danny Huston: Dick Nolan
Jon Polito: Enrico Banducci
Krysten Ritter: DeeAnn
Jason Schwartzman: Ruben
Terence Stamp: John Canaday
James Saito: giudice
Elisabetta Fantone: Marta
Guido Furlani: Dino Olivetti
Delaney Raye: Jane da piccola
Madeleine Arthur: Jane da adolescente
Farryn VanHumbeck: Lily
Heather Doerksen:

Doppiatori italiani:
Stella Musy: Margaret Keane
Massimo De Ambrosis: Walter Keane
Stefano De Sando: Dick Nolan
Angelo Nicotra: Enrico Banducci
Domitilla D'Amico: DeeAnn
Emiliano Coltorti: Ruben
Dario Penne: John Canaday
Gianni Giuliano: giudice

Denny B.


7 commenti:

  1. Ma che peccato. Mi ispirava tantissimo!

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    1. Pure a me ispirava. Un vero peccato che si sia trattato di una delusione.

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  2. Sei il terzo che ne parla male. Peccato :(

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    1. E non credo di essere l'ultimo. Una delusione.

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  3. Sai Denny che a me non è dipsiaciuto...non grido al capolavoro certamente, ma mi hanno intrigato questi meravigliosi disegni dagli occhi grandi e la pregevole colonna sonora...
    Gran bel blog, mi iscrivo subito, sperando in un tuo gradito ricambio..
    Un sorprendente finale di serata!
    Grazie
    http://rockmusicspace.blogspot.it/,

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    1. Ti ringrazio molto e contraccambierò con piacere.

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    2. Ma io ringrazio te caro Denny pe questa tua preziosa iscrizione..
      Molto felice!
      vado a salvare il tuo blog tra i preferiti!
      Un'ottima giornata per te e un caro abbraccio!

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