lunedì 17 febbraio 2014

Cuore di Nebraska

Nebraska

★★★½

Woody Grant (Bruce Dern) è un padre di famiglia di poche parole e un po' avanti cogli anni che crede di aver vinto un milione di dollari grazie a un concorso della Mega Sweepstakes Marketing e decide di mettersi in viaggio dal Montana al Nebraska a piedi. Ma suo figlio David (Will Forte), dopo aver tentato di farlo ragionare, decide di accompagnarlo in auto lasciandogli credere che il premio sia reale. La moglie Kate (June Squibb), contraria fin dall'inizio, li raggiungerà in seguito nella cittadina in cui viveva da giovane dove il marito e il figlio hanno deciso di sostare prima di andare a ritirare il premio a Lincoln. La notizia della vincita non passerà inosservata alla famiglia di Woody.


Nebraska è in bianco e nero e poco me ne importa perché la pretenziosità non è un difetto della pellicola di Alexander Payne. Nebraska è un malinconico viaggio tra i silenzi del passato che parte da una convinzione tenace che tiene in piedi le deboli gambe di Woody e mi ha ricordato il bellissimo Una storia vera di David Lynch. Nebraska parla di rivalsa, di rapporti genitore-figlio forti nonostante i muri di parole rudi e decise di Woody e di sua moglie Kate, che ne ha per tutti sopratutto per i morti. Nebraska è un ottimo film, sobrio, con inquadrature semplici senza arzigogoli come la vita tra i covoni di grano e una colonna sonora che accompagna con delicatezza i movimenti dei protagonisti.  



Woody (il bravissimo Bruce Dern) è convinto di aver vinto un milione di dollari e sa già come li impiegherà: nell'acquisto di un furgone nuovo (pur non avendo più la patente) e di un compressore (oltre a un nobile proposito) perché quello che aveva l'ha donato a un suo vecchio socio (una viscida sanguisuga). I figli tentano in tutti i modi di fargli capire che non ha vinto un bel niente, ma non sente ragioni, Woody è nel suo mondo, non risponde subito quando gli viene posta una domanda, sta lì fermo con lo sguardo che vaga alla ricerca di chissà quale feticcio con i capelli in disordine mossi dal vento. 



La persona che riesce a tenere un po' a freno le sue manie, ma non questa volta, è sua moglie Kate (una esilarante e rubiconda June Squibb), "senza peli sulla lingua" - mai frase fatta le si addice di più - che in una divertente scena al cimitero luterano (senza essere cinici) dopo aver sciorinato vita morte e miracoli dei parenti di Woody al figlio David si alza le sottane di fronte alla lapide di un suo ex spasimante dicendo "Vedi cosa avresti potuto avere se non avessi parlato sempre e solo di frumento?". Una donna che sa gestire bene una imbarazzante situazione e che zittisce l'avida famiglia di suo marito con un "Andate tutti quanti affanculo" perché questa notizia della vincita milionaria fa alzare dal trespolo molti affamati avvoltoi - tra cui i parenti stessi di Woody, il vecchio socio che arriva anche alle minacce - e fa scaturire una serie di azioni deplorevoli tra cui il furto spinto dalla più cieca ingordigia.



Ma Woody può contare, oltre sua moglie, sui suoi due figli (uno interpretato tra l'altro dal mitico Saul Goodman di Breaking Bad), pronti a fargli riavere il compressore in una scena molto comica, a difendere il suo onore (lo sfogo di David che mi sono trovato a incitare) e alla fine, pur non avendo vinto nulla, lo sappiamo dall'inizio ma speriamo comunque che sia un biglietto autentico e veicolo di una fortuna monetaria, lui non se ne va da perdente: sfila da vincitore guidando il suo furgone vecchio solo di cinque anni carico di un compressore nuovo volgendo lo sguardo con fierezza e gioventù ai conoscenti del suo paese - stupiti, che si congratulano o tacciono arrabbiati -, sfilata dignitosa questa inaugurata e chiusa con un cambio figlio-padre e padre-figlio, una staffetta generazionale, una delicata carezza che scivola sulla strada del ritorno.  



Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):


Titolo originale: Nebraska
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti d'America
Anno: 2013
Durata: 110 min
Colore: Bianco e nero
Generedrammatico
Regia: Alexander Payne
Sceneggiatura: Bob Nelson
Produttore: Albert Berger, Ron Yerxa
Produttore esecutivo: George Parra, Julie M. Thompson
Casa di produzione: Bona Fide Productions
Distribuzione (Italia): Lucky Red Distribuzione
Fotografia: Phedon Papamichael
Montaggio: Kevin Tent
Scenografia: J. Dennis Washington
Costumi: Wendy Chuck
Trucco: Robin Fredriksz

Interpreti e personaggi:
Bruce Dern: Woody Grant
Will Forte: David Grant
June Squibb: Kate Grant
Bob Odenkirk: Ross Grant
Stacy Keach: Ed Pegram
Missy Doty: Noel
Devin Ratray:
Rance Howard:

Doppiatori italiani:
Sergio Graziani: Woody Grant
Gianfranco Miranda: David Grant
Graziella Polesinanti: Kate Grant
Franco Mannella: Ross Grant
Ugo Maria Morosi: Ed Pegram

Denny B.

  

6 commenti:

  1. In settimana VOGLIO riuscire a guardarlo, cavolo. Ne state parlando tutti troppo bene!!

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    1. Secondo me ti piacerà :) apprezzerai molto l'esilarante June Squibb.

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  2. Gran bel film, uno dei migliori di questo inizio anno.

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    1. Bello, e il finale lo è ancora di più.

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  3. Per me uno dei più bei film della stagione: un viaggio dentro l'America che non si vede mai, quella dei grandi stati del Midwest, desertici, sterminati, ottusi, ultraconservatori, nonchè una bellissima storia familiare. Non può non ricordare 'Una storia vera'. Malinconico e decadente. Quasi un capolavoro.

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    1. Esatto: quasi un capolavoro. Ci sono alcune scene veramente belle: quella al cimitero, quella del compressore e quella finale che è un'ascesa al successo in tarda età.
      Bello davvero.

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