mercoledì 16 aprile 2014

Cosmopolis: capolavoro o esclamazione fantozziana?

Cosmopolis


★★

I film che spaccano in due la critica e creano dibattiti accesi e febbricitanti o spenti e borbottanti mi sono sempre piaciuti. E ancora di più quando mi crogiolo nel mezzo ascoltando i pareri delle due parti opposte annuendo ogni tanto o scuotendo fortemente la testa. La domanda di oggi verte sull'ultimo film di David Cronenberg uscito nel 2012 che ho rivisto proprio qualche giorno fa in occasione di un vuoto filmico mattiniero. Ricordo che all'epoca lo definii "un orribile straccetto per bidet". Giudizio senz'altro esagerato, direte voi; ora come ora lo definirei in maniera differente, ma senza innalzarlo agli onori cinematografici destinati a ben altri film. 


Il miliardario ventottenne Eric Packer (Robert Pattinson) decide di recarsi dal barbiere dall'altra parte della città di Manhattan per farsi aggiustare il taglio; ma quel giorno vi è la visita del Presidente degli Stati Uniti d'America che costringe il traffico a procedere a passo d'uomo e ci potrebbero essere delle minacce di vario genere rivolte sia al Presidente sia agli speculatori di Wall Street e tumulti e proteste da parte degli anarchici che sventolano bandiere e topi morti mentre nella sua limousine insonorizzata Eric scommette sul crollo dello Yuan. 


I personaggi di Cosmopolis parlano per enigmi, alcuni sono eretti e impenetrabili come intelligenze artificiali, non si muovono e quando lo fanno paiono innaturali, poi c'è una donna sudata e ansimante dopo la sua corsa mattutina quando non so come abbia fatto a correre nel traffico che si è creato per la visita del Presidente e per il funerale di una rock star la cui musica Eric aveva all'interno di uno dei suoi ascensori privati. Eric è un giovane miliardario arricchitosi grazie alle sua capacità di analisi dei mercati azionari mondiali ed è sicuro che quel giorno lo Yuan crollerà, glielo assicurano anche i suoi analisti, giovani quanto lui, che smanettano tablet dai monitor luminosi. Eric è sposato con una giovane e ricca ereditiera che pare essersi accorta solo ora che suo marito ha gli occhi blu e i loro discorsi sono brandelli di monologhi rivolti più a se stessi che alla persona che hanno davanti e questo è riscontrabile in tutto il film. "Vorrei un eliporto sul tetto" esordisce, per poi dire subito dopo "Quando rifaremo sesso?". Ed è così strano: non si riesce a immaginarli insieme queste due pallide sagome in questa città di cui solo pochi dettagli sfilano al di fuori dei finestrini fumé della limousine. Se davvero hanno avuto dei rapporti sessuali lui sarà stato tutto il tempo ad ammirarsi allo specchio come Christian Bale in American Psycho


Si può dire che la vita di Eric si svolge dentro la sua limousine: riunisce e discute con i suoi collaboratori, fa un sesso distaccato con una donna quarantenne che continua a ripetergli che non può acquistare una cappella patrimonio di tutti ("E' mia se la compro"), piange abbracciato a un gigante di colore e si fa il check-up giornaliero con annesso esame della prostata (scoprendo poi che è asimmetrica) mentre si crea tensione sessuale tra lui, scoperto e indifeso, e una sua amica che rischia di sbriciolare la bottiglia d'acqua stretta in mezzo alle gambe. La limousine passa in mezzo alla protesta, non sono state prese dovute misure di sicurezza, e viene presa di mira dagli anarchici che la dipingono e la sporcano, ma lui non sente nulla essendo isolata acusticamente. Come il film, che non si lascia sentire e non vi permette di seguirlo. 


Cosmopolis è registicamente ineccepibile. Dal punto di vista del montaggio, della fotografia e persino degli attori è un film inattaccabile. Robert Pattinson in mano a Cronenberg risulta quasi un attore e ti fa quasi dimenticare il suo vegetare nella saga di Twilight. L'omonimo libro da cui è tratto il film è stato scritto da Don DeLillo, uno dei più grandi scrittori contemporanei (autore di capolavori quali Underworld e Rumore bianco); un libro per nulla riuscito, scritto da un DeLillo consapevole di essere uno scrittore grandioso. Ricordo sempre con un sorriso le parole di una stimata blogger che nella sua recensione del libro scrisse "Cosmopolis è l'autofellatio di Don DeLillo". Forse queste parole possono valere anche per David Cronenberg. Troppi gli interrogativi che sorgono attorno alla trama, e non stimolanti riflessioni sul futuro monetario: come fa Eric a sapere sempre dov'è la moglie? e perché dopo essersi fatto tagliare solo il lato destro dal barbiere accompagna l'autista in un garage dove, dato un botto improvviso, s'ipotizza che la limousine sia esplosa? Come faceva l'uomo intenzionato a ucciderlo a sapere che Eric si sarebbe trovato proprio in prossimità di quel garage? Perché Eric si spara a una mano?  



"Dove vanno tutte queste limousine di notte?", si chiede il protagonista. E io mi chiedo: dove va questo film nella mente dello spettatore? Nelle remote regioni del dimenticatoio? o nei campi in cui il tempo serva come da fertilizzante al fine di far crescere risposte e riflessioni adeguate? Rispondete - e non per enigmi, per favore.

Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):

Titolo originale: Cosmopolis
Lingua originale: Inglese
Paese di produzione: Canada, Francia, Italia, Portogallo
Anno: 2012
Durata: 105 min
Generedrammatico
Regia: David Cronenberg
Soggetto: Don DeLillo
Sceneggiatura: David Cronenberg
Produttore: David Cronenberg Joseph Boccia Paulo Branco Martin Katz
Scenografia: Arvinder Grewal

Interpreti e personaggi:
Robert Pattinson: Eric Packer
Samantha Morton: Vija Kinsky
Jay Baruchel: Shiner
Paul Giamatti: Benno Levin
Kevin Durand: Torval
Juliette Binoche: Didi Fancher
Sarah Gadon: Elise Shifrin
Mathieu Amalric: Andre Petrescu
Emily Hampshire: Jane Melman
George Touliatos: Anthony
Patricia McKenzie: Kendra Hays
Philip Nozuka: Michael Chin

Doppiatori italiani:
Stefano Crescentini: Eric Packer
Ilaria Stagni: Vija Kinsky
Flavio Aquilone: Shiner
Massimo Rossi: Benno Levin
Loris Loddi: Torval
Franca D'Amato: Didi Fancher
Federica De Bortoli: Elise Shifrin
Nanni Baldini: Andre Petrescu
Alessia Amendola: Jane Melman
Dario Penne: Anthony
Francesca Fiorentini: Kendra Hays
Davide Perino: Michael Chin


Denny B.

12 commenti:

  1. Per quanto mi riguarda una cagata pazzesca, e Pattinson non è neanche la cosa peggiore

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pattinson non mi è per niente dispiaciuto, devo dire.

      Elimina
  2. Per me il peggior film di Cronenberg, un vero ed inutile pippone recitato malissimo da Pattinson.

    RispondiElimina
  3. La seconda caro Denny. Decisamente la seconda! =)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io la pensavo esattamente così, però da certi punti di vista è inattaccabile. Boh, magari la terza visione mi regalerà emozioni inaspettate. Ma ho i miei dubbi ;)

      Elimina
  4. Nel prossimo film di Cronenberg c'è nuovamente Pattinson. Staremo a vedere.

    RispondiElimina
  5. Io faccio parte della minoranza che l'ha amato. Ma devo capire se più per merito del film che per il mio essere fanboy di Cronenberg...
    E minchia, qui Pattinson se l'è cavata davvero bene! Pensa che ho ritrovato una vecchia recensione che scrissi per un sito su un fanblog dell'attore XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Me la devi far leggere ;)

      Elimina
    2. Eccoti accontentato :) il bello sono i commenti delle fans sotto XD
      http://www.robertpattinsonmoms.com/blog/2012/12/recensione-cosmopolis-un-topo-in-una-gabbia-chiamata-citta-upperpad/

      Elimina
    3. Ti hanno pure dato del critico italiano, pensa un po' ;)

      Elimina
  6. cagata pazzesca, Cronenberg ormai si è rincoglionito e poi Pattinson è veramente una cosa aberrante e mo David lo ha pure ri-chiamato nel suo nuovo film, insomma errare umano est, ma perseverare è da stronzi XD

    RispondiElimina