lunedì 16 febbraio 2015

Ida (2013)

Ida

★★★★

Polonia, 1962. Anna (Agata Trzebuchowska), una giovane orfana che vive in convento, viene convinta dalla madre superiore ad andare a far visita alla sua unica parente in vita, la zia Wanda, prima di prendere i voti. Quando le due donne, molto diverse l'una dall'altra, si incontrano, intraprendono un viaggio per scoprire il modo in cui sono morti i genitori di Anna, che in realtà si chiama Ida. 



Ida sembra un film realizzato appena alcuni anni dopo l'avvento del sonoro. Ha un taglio impressionista. Un bianco e nero stupendo. Inquadrature fisse. Gli attori vengono ripresi e impressi nella pellicola da angolazioni particolari. I dialoghi possono essere trascritti in un foglio fronte e retro e ci rimarrebbe comunque molto spazio per giocare a tris. Ida non è un capolavoro del cinema polacco. E' un capolavoro in generale. Una pellicola nostalgica e classica nel puro senso del termine eppure moderna allo stesso tempo, che, nella lentezza del suo scorrere, pone lo spettatore di fronte al suo percorso di vita. 



Il regista Pawel Pawlikowski ripropone, con la sceneggiatura scritta assieme a Rebecca Lenkiewicz, un classico del cinema come la strana coppia: Anna/Ida e Wanda hanno due modi totalmente differenti di intendere la vita e di viverla. La prima è dedita alla preghiera, alle poche ma risolute parole come se non volesse sprecare neanche una goccia di fiato riservata al Signore a cui tra quattro giorni donerà la propria esistenza e la seconda invece dedita all'alcol e alla profanazione del corpo da parte di sconosciuti incontrati al bancone di un bar. La Santa e la Maddalena. Ma Gesù amava persone come Maria Maddalena, non dimentichiamolo. 



Ida, interpretata da una bellissima Agata Trzebuchowska, è ingenua, timida, una pecorella in un mondo in cui passeggiano i lupi affamati nonché le tentazioni che possono essere un giovanotto che suona il sax come se in quel momento amasse la propria donna. A Wanda, giudice e compagna della Polonia comunista, sembra dar fastidio il comportamento di Ida. Secondo lei è uno spreco che una giovane così bella diventi suora: le vengono tre fossette quando sorride che farebbero impazzire qualsiasi uomo. Il colore dei capelli di Ida, rossi a detta di Wanda, è il nostro atto di fede. Dobbiamo credere che siano rossi. Pawel Pawlikowski avrebbe potuto ammettere l'unica nota di colore in un bianco e nero evocativo, quasi mistico, ad opera di Ryszard Lenczewski e Lukasz Zal, ma, preferendo mantenere l'uniformità dicotomica, ci spinge a credere non nel Dio che Ida sceglierà per sempre dopo aver saggiato le esperienze di Wanda (l'alcol, il fumo, il ballo, gli abiti sensuali, e l'unione dei corpi) bensì nella forza delle immagini che compongono il disegno divino per eccellenza: il cinema. 

Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):

Titolo originale: Ida
Lingua originale: polacco
Paese di produzione: Polonia, Danimarca
Anno: 2013
Durata: 80 min
Generedrammatico
Regia: Paweł Pawlikowski
Sceneggiatura: Rebecca Lenkiewicz, Paweł Pawlikowski
Distribuzione (Italia) : Lucky Red, Parthénos
Fotografia: Ryszard Lenczewski, Lukasz Zal
Montaggio: Jaroslaw Kaminski
Effetti speciali: Slawomir Maslanka, Piotr Nowacki
Musiche: Kristian Eidnes Andersen
Scenografia: Marcel Slawinski, Katarzyna Sobanska-Strzalkowska
Costumi: Ola Staszko, Agata Winska

Interpreti e personaggi:
Agata Trzebuchowska: Anna/Ida Lebenstein
Agata Kulesza: Wanda Gruz
Joanna Kulig: cantante
Dawid Ogrodnik: Lis
Adam Szyszkowski: Feliks Skiba
Jerzy Trela: Szymon Skiba

Denny B.






8 commenti:

  1. Film impegnato che mi sono perso, mentre le pellicola a tema supereroi le ho viste tutte...
    Lo so, faccio schifo.

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  2. Gran bella recensione per un piccolo splendido film, che mi aveva conquistato, a partire dalla magnifica fotografia di Zal, per cui PRETENDO l'oscar! :)
    (e - soprattutto - dimostrazione di come non sia assolutamente necessario fare film che durino necessariamente più di due ore per esprimere un concetto...)

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    1. Ti ringrazio.
      La fotografia è stupenda e per quanto riguarda l'Oscar sono indeciso tra questa e quella di Mr. Turner.

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  3. splendido film, una bellissima sorpresa

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    1. Concordo. Un film moderno nell'essere d'altri tempi.

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  4. L'ho perso praticamente ovunque, forse l'unica chance che ho è il centro culturale polacco! Poison, mi sa che vincerà Leviathan...

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    1. Eh, dopo il golden globe può essere, ma l'oscar alla fotografia deve essere del polacco!!! ;)

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