venerdì 13 settembre 2013

Comic Trash Movie

Comic Movie

Pollice in giù
Fonte foto: www.comingsoon.it


La più grande commedia di tutti i tempi. 
(Tagline)

Denny B. il più grande critico di tutti i tempi.
(Anonimo)

Al peggio non c'è mai limite. Film brutti ne ho visti a palate, anche film considerati da tutti belli ma che a me hanno tenuto in ostaggio le gonadi per tutta la loro durata, però ho visto anche altro di terrificante, ogni giorno, per esempio, guardandomi allo specchio ho un mezzo infarto, ma oggi, dopo anni di dubbi amletici, ho una certezza assoluta: non sarò mai brutto quanto Comic Movie.


"Davvero esiste gente che ha riso per sto film?"
Comic Movie è un aggregatore, un pentolone trash dove vengono gettati tutti gli attori riusciti a trovare, molto famosi e non, che accettano di partecipare per potersi pagare qualche sfizio e per poter sperimentare cosa voglia dire recitare in un film dei Vanzina. Abbiamo due esempi di film del genere usciti negli ultimi anni, Appuntamento con l'amore e Capodanno a New York entrambi di Garry Marshall, terribili sì, ma che confronto a a Comic Movie fanno la parte dei capolavori.
E' un film a episodi, il titolo originale è Movie 43, uno più trash dell'altro, uno più spinto dell'altro, i nostri cinepanettoni sono molto più pudici e innocenti, qui si parla di sesso, sesso, sesso, mestruazioni, botte, sangue, e schifo, schifo e schifo come solo le commedie americane degli ultimi anni sanno fare squallidamente.  


L'unico genio all'interno del film.
Abbiamo Hugh Jackman con... no, non voglio rovinarvi il colpo di scena trash, che cena con una Kate Winslet molto comica (d'altronde è una professionista); poi una coppia di innamorati dove lei (Anna Faris) ha un desiderio: farsi cagare addosso da lui (Chris Pratt); lo spot pubblicitario dell'Ibabe, un ipod dalle fattezze di donna, che ha una valvola nella vulva, causa di mozzamenti erettili (si dice?); e poi, tra gli altri, una coppia che porta all'estremo il gioco dell'Obbligo o Verità.   


"Mamma mia come sono caduto in basso."
E' sicuramente uno dei film più brutti della storia e se non lo si ha visto non si può provare quel senso di catarsi mentale, si sentono i propri neuroni morire tra atroci lamenti, non si sa dove andrà a sfracellarsi definitivamente questa macchina scassata e volgare, composta da episodi per nulla originali, tranne uno. Quello con Naomi Watts che interpreta una madre che assieme al marito hanno deciso di educare il proprio figlio, senza mandarlo a scuola, con atteggiamenti da bulli estremi. Ho anche apprezzato la convinzione estrema di Kieran Kyle Culkin  ed Emma Stone nell'episodio del supermercato.


"Non faremo più un film fino al 2060. Che dici: ci prendono in un
sexy shop?"
E poi un altro con la bellissima Chloë Grace Moretz, mi passerà sta cotta?, dove interpreta una ragazza che scopre di avere le mestruazioni per la prima volta e qui ho riso per disperazione perché non avevo la più pallida idea di dove si sarebbe spinto questo film, tutti i personaggi disperati perché lei è ufficialmente diventata donna, e quello che chiama l'ospedale urlando "Sanguina dalla vagina!", e l'altro che cerca i tampax, e poi la pubblicità con lo squalo, insomma ho riso disperatamente. 


"118?? Denny B. ha riso. E' molto grave, fate presto!"
Comic Movie è un film che esci per andare a vederlo (se sei così coraggioso nello spendere i soldi del biglietto), rientri a casa ed è come se non fossi mai uscito. Mi dispiace che attori del calibro di Kate Winslet o di Hugh Jackman abbiano accettato di recitare in un film del genere, perché è una brutta macchia sulla loro carriera. Così come Richard Gere e Uma Thurman, brutti e ridicoli. Per non parlare di Gerald Butler, esemplificabile in una tipica espressione piemontese: "Che stat". 



Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):  

Titolo originale: Movie 43
Lingua originale: inglese
Paese di produzione: Stati Uniti
Anno: 2013
Durata: 90 min
Generecommedia
Regia: Elizabeth Banks, Steven Brill, Steve Carr, Rusty Cundieff, James Duffy, Griffin Dunne, Peter Farrelly, Patrik Forsberg, James Gunn, Bob Odenkirk, Brett Ratner
Sceneggiatura: Steve Baker, Will Carlough, Patrik Forsberg, Matt Portenoy, Greg Pritikin, Rocky Russo, Jeremy Sosenko
Casa di produzione: GreeneStreet Films, Virgin Produced, Wessler Entertainment, Witness Protection Films
Fotografia: Frank G. DeMarco, Steve Gainer, William Rexer, Tim Suhrstedt
Montaggio: Debra Chiate, Jon Corn, Patrick J. Don Vito, James Duffy, Craig Herring, Jason Macdonald, Sam Seig, Cara Silverman, Sandy S. Solowitz, Håkan Wärn, Paul Zucker
Musiche: William Goodrum

Interpreti e personaggi:
Dennis Quaid: Charlie Wessler
Greg Kinnear: Griffin Schraeder
Halle Berry: Emily
Gerard Butler: Leprecauno 1 & 2
Anna Faris: Vanessa
Richard Gere: Boss
Hugh Jackman: Davis
Liev Schreiber: Robert
Emma Stone: Veronica
Uma Thurman: Lois Lane fasulla
Naomi Watts: Samantha
Kate Winslet: Beth
Elizabeth Banks: Amy
Kristen Bell: Supergirl fasulla
Jimmy Bennett: Nathan
Leslie Bibb: Wonder Woman fasulla
Kate Bosworth: Arlene
Bobby Cannavale: Superman fasullo
Kieran Culkin: Neil
Josh Duhamel: Anson
J. B. Smoove: Larry
Terrence Howard: allenatore Jackson
Johnny Knoxville: Pete
Martin Klebba: Killer Chaun
Justin Long: Robin fasullo
Christopher Mintz-Plasse: Mikey
Chloë Grace Moretz: Amanda
Chris Pratt: Jason
Jason Sudeikis: Batman fasullo
Seann William Scott: Brian
Patrick Warburton: papà
Tony Shalhoub: George
Stephen Merchant: Donald
Nicole Polizzi: Snooki
Jeremy Allen White: Kevin Miller
Jack McBrayer: Brian

Doppiatori italiani:
Luca Ward: Charlie Wessler
Roberto Chevalier: Griffin Schraeder
Eleonora De Angelis: Emily
Luigi Ferraro: Leprecauno 1 & 2
Ilaria Latini: Vanessa
Mario Cordova: Boss
Fabrizio Pucci: Davis
Saverio Indrio: Robert
Domitilla D'Amico: Veronica
Barbara De Bortoli: Samantha
Chiara Colizzi: Beth
Tiziana Avarista: Amy
Francesca Manicone: Supergirl fasulla
Luca Baldini: Nathan
Antonella Baldini: Wonder Woman fasulla
Davide Marzi: Superman fasullo
Stefano Crescentini: Neil
Andrea Mete: Anson
Pasquale Anselmo: Larry
Fabrizio Vidale: allenatore Jackson
Christian Iansante: Pete
Emiliano Coltorti: Robin fasullo
Gabriele Patriarca: Mikey
Sara Labidi: Amanda
Francesco Bulckaen: Jason
Massimo De Ambrosis: Batman fasullo
Massimiliano Alto: Brian
Oreste Baldini: Donald
Davide Perino: Kevin Miller
Nanni Baldini: Brian

Denny B.

mercoledì 11 settembre 2013

Royal Recensione: Royal Affair: c'è del marcio in Danimarca

Royal Affair

Fonte foto: www.triestecinema.it
Solitamente, gentili nobiluomini che state leggendo, i film storici in costume risultano un po' pomposi, noiosi e stanno particolarmente attenti solo alla forma e allo sfarzo, raramente ci si gusta con gli occhi e il cuore in pace la storia che si muove tra tutti quei pizzi e lampadari scintillanti e modi garbati e così lontani dalla nostra epoca maleducata e sporca, invece Royal Affair punta tutto sull'ottimo cast e su una sceneggiatura tratta da una storia vera.

"Aspettiamo vicini-vicini la Royal Recensione." 
Danimarca. 1770. Il re Christian VII (Mikkel Boe Folsgaard), psicotico e appassionato di recitazione, prende in sposa la giovane Caroline Mathilde (Alicia Vikander), di origine inglese. Il matrimonio viene consumato in fretta e senza amore da parte di lui, che si diverte molto di più con le prostitute. Un giorno il re licenzia il suo medico di corte che viene sostituito, con grande entusiasmo, da parte del re, da un povero medico di campagna affascinato dalle idee illuministe di Rousseau e Voltaire, Johann Struensee (Mads Mikkelsen), di cui la giovane regina s'innamora. 


"Il direttore della fotografia sta passando un momento
di depressione."
La cosa sublime e inaspettata di Royal Affair, come ho scritto poc'anzi, non sono i costumi, o la scenografia, curati nei minimi dettagli, ma gli attori che rendono giustizia e credibilità a personaggi realmente esistiti, che a modo loro hanno fatto della Danimarca il primo Stato ad aver messo in pratica le idee dell'illuminismo, prima ancora della Rivoluzione francese, che hanno lottato per rendere il popolo libero di esprimersi, e che sono caduti sotto gli intrighi dei religiosi conservatori. 

"Casinò-Bordello: se non incassi da una parte incassi dall'altra."
Mads lo sapevamo già che era bravo, è uno degli attori più bravi in circolazione, e sono impaziente di vederlo nei panni di Hannibal Lecter nell'omonima serie tv in onda sulla rete giovane di mediaset. Ma la vera rivelazione è Mikkel Boe Folsgaard, attore di cui ignoravo l'esistenza, che con la sua psicosi, la sua smania di protagonismo a volte ruba la scena al serioso e autorevole Mads. 


"Tu mi hai provocato e mo' me te magno."
Royal Affair di Nokolaj Arcel è uno di quei film che non ti aspetti di vedere, con un po' di commozione che cresce pian piano, e con la rabbia per certi intrighi che non sembrano cambiati col tempo. L'opera di un regista da tenere d'occhio, perché se in Danimarca c'è del marcio, in lui c'è del cinema.  


Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):

Titolo originale: En kongelig affære
Paese di produzione: Danimarca, Svezia, Repubblica Ceca
Anno: uscita italiana 29 Agosto distribuito da Academy Two
Durata: 137 min
Generedrammatico
Regia: Nikolaj Arcel
Soggetto: Bodil Steensen-Leth
Sceneggiatura: Nikolaj Arcel e Rasmus Heisterberg
Fotografia: Rasmus Videbæk
Montaggio: Kasper Leick e Mikkel E.G. Nielsen
Musiche: Cyrille Aufort e Gabriel Yared
Scenografia: Niels Sejer

Interpreti e personaggi:
Alicia Vikander : Carolina Matilde
Mads Mikkelsen : Johann Friedrich Struensee
Mikkel Boe Følsgaard : Cristiano VII
Trine Dyrholm : Giuliana Maria
David Dencik : Ove Høegh-Guldberg
Thomas W. Gabrielsson : Schack Carl Rantzau
Cyron Melville : Enevold Brandt
Bent Mejding : J. H. E. Bernstoff
Harriet Walter : Augusta
Laura Bro : Louise von Plessen

Søren Malling : Hartmann

Denny B.  














lunedì 9 settembre 2013

Gangs of New York - Il patriottismo del Macellaio

Gangs of New York

★★★

"Mulberry Street, Worth, Cross e Orange e Little Water
Ciascuno dei Five Points è un dito. 
Quando chiudo la mano, si trasforma in un pugno. 
E se voglio, posso usarlo contro di te.
(Bill il Macellaio)

New York. 1846. Il quartiere dei Five Points è il palcoscenico su cui si scontrano numerose bande criminali per assicurarsi il dominio del territorio, tra queste ci sono i Conigli Morti e i Nativi Americani, i cui leader sono rispettivamente Padre Vallon (Liam Neeson) e William "Bill il Macellaio" Cutting (Daniel Day-Lewis) che si scontrano sulla piazza innevata di Paradise Avenue in una fredda giornata, e chi perderà lo scontro verrà per sempre esiliato dai Five Points. Dopo un duro e sanguinoso scontro William uccide Padre Avalon sotto gli occhi di suo figlio. Questi cerca di scappare dagli uomini del Macellaio, ma invano. Viene risparmiato e rinchiuso in un riformatorio e compiuta la maggiore età, sedici anni dopo la battaglia dei Five Points, ritorna negli stessi luoghi facendosi chiamare Amsterdam (Leonardo DiCaprio), conoscerà un'abile borseggiatrice (Cameron Diaz), e comincerà a lavorare sotto l'ala di colui che uccise suo padre, aspettando il momento giusto per vendicarsi.


"Forza e coraggio ragazzi, prima si fa e prima torniamo a casa
a guardare Oprah Winfrey."
Gangs of New York non è tra i capolavori di Martin Scorsese. Pur essendo già sottovalutato di suo, non è mia intenzione infierire, tutt'altro. Il film, pur non privo di difetti, è un lavoro eccezionale. Ha una scenografia imponente (ad opera di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, che hanno vinto tre Oscar, tra cui due per i film di Scorsese), la città di New York è stata ricostruita alla perfezione negli studi di Cinecittà a Roma. La regia è quella di un maestro, che offre delle inquadrature memorabili (l'immagine dei soldati che partono per la guerra che si incrocia con le bare dei caduti in battaglia o l'ultima mezz'ora in cui il caos sembra uscire dallo schermo).

"Te prego Madonna Santa, famme vince n'Oscar."
Il cast: Cameron Diaz se la cava, mai una volta però che faccia uno sforzo in più, solo durante le scene fisiche sembra padrona di sé. Leonardo DiCaprio - il film è del 2002 - non aveva ancora dimostrato al mondo di essere, oltre che un bel ragazzo, un attore con i controattributi, come ha fatto in The Aviator, film terribilmente patinato, la cui interpretazione era da Oscar-punto-e-basta, e il suo ruolo in Gangs of New York è un'appendice smolencia e priva di eroicità di uno dei personaggi più belli del cinema: Bill il Macellaio, che prende vita grazie a un mostruoso Daniel Day-Lewis, alto e baffuto, con il suo imponente cilindro, gli abiti eleganti, quando passeggia tra le strade povere e malfamate dei Five Points, dove la gente gli paga tremante il tributo, e il suo grembiule sporco di sangue della carne che macella e offre generosamente a una povera vecchietta, e quando insegna ad Amsterdam come si colpisce a morte un uomo servendosi di una carcassa di maiale è epico, come quando anche sputa a terra togliendosi di bocca la pipa, o quando batte con la punta del coltello il suo occhio di vetro, William "Bill il Macellaio" Cutting è il film, senza di lui non avrebbe senso parlarne, è il convinto e sadico e maligno conservatore filosofo di un America pura, è un personaggio che entra di diritto nella top 20 dei personaggi più belli della storia del cinema. 


"Dimmi ancora una volta che dovrei mettermi delle lenti a contatto
e lavarmi i capelli e giuro che ti svergino con questa lama."
Cosa che non si può dire dei personaggi di contorno, che sono noiosi, senza identità, in Quei bravi ragazzi, o in Casinò, persino l'aglio che taglia Paul Cicero (Paul Sorvino) in cella o le slot-machines del casinò di Sam Rothstein (Robert De Niro) hanno più spessore di loro, e questo è uno dei grandi difetti di Gangs of New York, che si regge su un impianto storico notevole, su Bill il Macellaio, una regia inconfondibile e la scenografia perfetta, ma ciò non basta per mettergli il sigillo di capolavoro. Peccato. 


"Sono pienamente d'accordo, figliolo."
Qui di seguito la scheda film (fonte Wikipedia):

Titolo originale: Gangs of New York
Paese di produzione: USA, Italia
Anno: 2002
Durata: 213 min (original cut), 166 min
Generestorico, drammatico
Regia: Martin Scorsese
Soggetto: Jay Cocks
Sceneggiatura: Jay Cocks, Steven Zaillian, Kenneth Lonergan
Produttore: Alberto Grimaldi, Harvey Weinstein
Produttore esecutivo: Maurizio Grimaldi, Michael Hausman, Michael Ovitz, Bob Weinstein, Rick Yorn, Graham King, Rick Schwartz, Colin Vaines
Fotografia: Michael Ballhaus
Montaggio: Thelma Schoonmaker
Musiche: Howard Shore
Scenografia: Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo, Alfio Bruno Tempera (trovarobe)

Interpreti e personaggi:
Daniel Day-Lewis: William "Bill il Macellaio" Cutting
Leonardo DiCaprio: Amsterdam Vallon
Cameron Diaz: Jenny Everdeane
Jim Broadbent: William "Boss" Tweed
Henry Thomas: Johnny Sirocco
Liam Neeson: Padre Vallon
Brendan Gleeson: Walter "Monk" McGinn
John C. Reilly: "Happy" Jack Mulraney
Gary Lewis: McGloin
Stephen Graham: Shang
Eddie Marsan: Killoran
Alec McCowen: reverendo Raleigh
Larry Gilliard Jr.: Jimmy Spoils
Cara Seymour: Hell-Cat Maggie
David Hemmings: Mr. Schermerhorn
Barbara Bouchet: Mrs. Schermerhorn
Roger Ashton-Griffiths: P.T. Barnum

Doppiatori italiani:
Francesco Pannofino: William "Bill il Macellaio" Cutting
Francesco Pezzulli: Amsterdam Vallon
Eleonora De Angelis: Jenny Everdeane
Luciano De Ambrosis: William "Boss" Tweed
Fabrizio Manfredi: Johnny Sirocco
Alessandro Rossi: Padre Vallon
Angelo Nicotra: Walter "Monk" McGinn
Roberto Draghetti: "Happy" Jack Mulraney
Manlio De Angelis: McGloin
Michele Gammino: reverendo Raleigh
Renato Mori: Mr. Schermerhorn

Denny B.